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SUOLO

L'obiettivo della presente sezione è quello di mettere a disposizione una serie di informazioni riguardo le tecniche di bonifica e trattamento dei siti inquinati.

La contaminazione del suolo rappresenta infatti una delle principali problematiche ambientali in tutti i paesi industrializzati, poiché il terreno è un ecosistema in cui l'inquinamento può diffondere, subire trasformazioni chimiche, fisiche o biologiche, trasmigrare nelle acque o in atmosfera e venire a contatto con l'uomo e le sue attività.

Il risanamento e il ripristino di queste aree richiede ingenti risorse finanziarie, anche per la necessità di intervenire su matrici ambientali di grande valore che risentono della contaminazione del suolo, quali, ad esempio, le acque sotterranee.

La normativa prevede due diverse tipologie di interventi per i siti contaminati, quali la messa in sicurezza e la bonifica.
Le misure di messa in sicurezza hanno lo scopo di impedire la propagazione della contaminazione al di fuori del sito inquinato e comprendono le cosiddette tecniche di isolamento del terreno.
Gli interventi di bonifica mirano a eliminare le sorgenti di contaminazione, riducendo le concentrazioni dei contaminanti all'interno delle matrici ambientali.

L'applicabilità di una certa tecnologia di bonifica a un suolo contaminato dipende da numerosi fattori e implica degli studi preliminari, denominati Site Assesment

Tra questi, rivestono un ruolo essenziale le caratteristiche chimico-fisiche del suolo stesso. Un parametro estremamente importante è la granulometria del terreno, che condiziona i tempi necessari per il trattamento (di conseguenza i costi) e l'efficacia del trattamento stesso.

Altri fattori fondamentali di scelta sono il contenuto di umidità (necessaria per i trattamenti biologici e svantaggiosa per quelli termici), il contenuto di sostanza organica (che contribuisce a diminuire la mobilità dei contaminanti), le caratteristiche della contaminazione (la contemporanea presenza di contaminanti organici e inorganici determina spesso la necessità di implementare più tecnologie di trattamento in serie). 

Quasi tutti i sistemi di bonifica possono essere applicati:
 

- in situ, interventi effettuati senza rimozione o movimentazione del suolo inquinato, quindi l'intervento avviene nel luogo della contaminazione;
- ex situ, che a sua volta può essere: on site, interventi effettuati con movimentazione e rimozione di materiali e suolo inquinato, ma con trattamento nell'area del sito stesso, solitamente meno oneroso dell'off site; oppure off site, interventi effettuati con movimentazione e rimozione di materiali e suolo inquinato, fuori dal sito stesso, per avviare i materiali e il suolo negli impianti di trattamento autorizzati o in discarica.


Si è tuttavia prestata maggiore attenzione, laddove possibile, alle applicazioni in situ, perché in questo modo si è ritenuto di interpretare meglio sia la tendenza generale dello sviluppo tecnologico, sia la volontà del legislatore che raccomanda di minimizzare la movimentazione dei terreni contaminati.

Le tecnologie di bonifica dei terreni contaminati sono numerose, dai trattamenti chimico-fisici a quelli termici e biologici:

Trattamento chimico-fisico

Trattamento termico

Trattamento biologico

Trattamento di contenimento

tecnologie alternative

Alcuni recenti ricerche stanno attualmente indagando la possibilità di sfruttare processi non convenzionali quali la fitobonifica, il trattamento elettrocinetico e l'ossidazione chimica in situ.
E' essenziale, quindi, individuare i principali criteri da adottare per la scelta della migliore tecnologia da utilizzare.

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